| Decorazione |
La decorazione mostra i segni caratteristici della produzione bolognese di inizio Trecento. Il programma decorativo comprende tre frontespizi di grande pregio pittorico (3r, 77r, 81r), ciascuno con un'iniziale figurata con medico, da cui parte un fregio fogliaceo sui tre margini interno, superiore e inferiore, arricchiti da tondi che presentano nel secondo caso, una figura femminile di particolare qualità; compaiono inoltre oltre a numerose incipitarie decorate (cc. 3r, 8r, 9r, 85v, 102v, 107r (2), 118r, 119v, 126r, 129v, 132r, 136r, 140r, 144v, 147r, 150v, 154v, 158v, 162r, 163r, 164v, 168v, 171r, 173v, 178v, 182r, 186v), numerose figure mostruose, dal corpo umano e dal volto animale. La definizione cromatica, così variata e ricca mostra con chiarezza come un medesimo repertorio, di grande diffusione, può di nuovo rappresentarsi a date difformi, mantenendo lo stesso lessico ma adattandosi alle nuove istanze formali. Si vedano per esempio i volti dal segno netto e un po' fumoso nei contorni, ma contrastati da ombre che danno loro vita e spessore, con rapidi colpi bianchi rossi e neri. Questo miniatore può essere considerato vicino cronologicamente a uno dei protagonisti della miniatura felsinea dei primi anni del XIV secolo, Nerio. Stilisticamente sono possibili alcuni raffronti con un miniatore di alcuni codici del Collegio di Spagna, con un gusto analogo per i tessuti a rigone colorate, pur essendo l'impianto delle figure del codice cesenate più bloccato, così da sembrare ancora dipendente da modi duecenteschi.
|
| Legatura |
Assi in legno. Coperta in pelle, 400 x 260 mm, decorata a secco.
Elementi metallici: borchie, 5 borchie in ottone su entrambi i piatti; catena in ferro assicurata al margine di piede del piatto post.
Legatura restaurata, Rilegatura con cucitura su 5 nervi , capitelli a macchina. Rifacimento di Dante Gozzi (sec. XX, prima metà).
|