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Descrizione Esterna
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| Fondo | Malatestiana | | Segnatura | D.XXVI.5 | | Datazione | 1401-1425 Sec. XV primo quarto | | Luogo | | | Composizione Materiale | Unitario | | Tipo Supporto | membranaceo | | Carte | I,185 | | Numerazione |
Cartulazione recente a matita nell'angolo sup. destro delle carte.
| | Carte Palinseste | No | | Fascicolazione |
I-XVII10 (cc. 1-180) XVIII6 (cc. 181-185 + controg. post.)
| | Inizio Fascicolo | Lato carne | | Regola di Gregory | Si | | Formato Fascicolo | | | Fascicolo Prevalente | quinterno | | Filigrana | | | Spessore Medio Bifolii | | | Coeff. di Variazione Medio | | | Segnatura Fascicoli | | | Foratura | visibile nel margine davanti e talvolta in quello di piede | | Tecnica di Rigatura | a secco | | Strumento di Rigatura | | | Dimensione | - 311 x 228 = 29 [216] 66 x 13 / 32 / 4 / 6 / 3 [107] 3 / 51 / 9; rr. 33 / ll. 33
Carta: 85 Inizio: Sopra la prima riga. Note:
| | Tipo Richiamo | orizzontale
Richiami presenti al centro del margine inferiore del verso dell'ultima carta dei fascicoli I-XVII, della stessa mano e modulo del testo.
| | Peciae | | | Copista | | | Sottoscrizione Datazione | | | Mani | una
Gotica textualis di una sola mano in inchiostro bruno: iniziali semplici e filigranate e segni di paragrafo in inchiostro rosso e blu alternato; titoli e nomi dei personaggi in inchiostro rosso.
| | Notazione Musicale | | | Miniatore | | | Decorazione |
Il volume mostra sul frontespizio l'unica iniziale figurata: una S che compartisce nelle due anse "Giunone", in alto e "Ercole e l'idra di Lerna", in basso. Le figure compartecipano del gusto del gotico padano, senza che ciò comporti uno specifico apparentamento nè al contesto bolognese nè a quello lombardo e veneto, nè al nascente milieu ferrarese degli anni di Niccolò III. Il corpo della lettera è costituito da due pesci rosa dal muso affilato che si beccano l'un l'altro, come nel De Civitate dei di sant'Agostino conservato alla biblioteca Gambalunghiana di Rimini (ms.2). Le altre iniziali decorate (sono definite da draghi e uccelli, che richiamano il repertorio di animali grotteschi presente anche nel codice riminese. A distinguere però la decorazione dei due manoscritti è la parte dentro e attorno al corpo delle iniziali; ciò è probabilmente dovuto alle pratiche esecutive delle botteghe, dove talvolta ci si specializzava in singole professionalità: a uno toccavano i fregi, a uno le lettere e a un'altro le parti figurate.
| | Legatura |
Assi in legno. Coperta in pelle, 334 x 232 mm, decorata a secco.
Elementi metallici: borchie, lacci, 9 borchie quadrilobate in ferro sul piatto ant.e 5 su quello post., 4 tenoni su quello post, tracce di 4 bindelle sul piatto ant., catena in ferro del tipo ad anelli ovali, assicurata al margine di piede del piatto post.
Legatura restaurata, Restauri parziali.
| | Frammenti | | | Committenti | | | Possessori | Giovanni di Marco | | Storia del Codice |
Il manoscritto probabilmente appartenne a Giovanni di Marco, come si rileva dagli inventari dei suoi beni (inv. A, n.115; inv. B, n.51).
Postille marginali e interlineari di una sola mano, probabilmente quella del copista.
Antiche segnature: "26D" e "I° Fila / XXVI° Pluteo / V° in ordine" in inchiostro bruno sulla controguardia ant.; 26D corretto in E sulla controguardia post.
| | Note Postille | | | Note |
Bianca rigata la c. 185
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Descrizione Interna
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| Carte | Desc Int |
| 1r-184v | Seneca, Tragoediae (1r-184v) Inc.
(primo testo, Hercules furens): Soror tonantis hoc enim solum michi (1r)
(Ultimo testo, Hercules Oetaeus): Hercules Etheus. Sator deorum cuius excelsum manu (154r)
Expl.
(primo testo, Hercules furens): facere innocentes terra que superos solet (22r)
(Ultimo testo, Hercules Oetaeus): fulmina mittes. Amen. Expliciunt tragedie Senece. Deo Gratias. Amen (184v)
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