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Descrizione Esterna
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| Fondo | Malatestiana | | Segnatura | D.XXVII.4 | | Datazione | 1001-1100 Sec. XI | | Luogo | | | Composizione Materiale | Unitario | | Tipo Supporto | membranaceo | | Carte | I,192 | | Numerazione |
Cartulazione recente a matita nell'angolo superiore del recto delle carte.
| | Carte Palinseste | No | | Fascicolazione |
22 quaterni (cc. 1-32; 46-109; 115-185; 186-192 mutilo ma senza perdita di testo), 2 biferni (cc. 33- 36; 110-114), 1 quinterno (37-45 mutilo senza perdita di testo)
| | Inizio Fascicolo | Lato carne | | Regola di Gregory | Si | | Formato Fascicolo | | | Fascicolo Prevalente | quaterno | | Filigrana | | | Spessore Medio Bifolii | | | Coeff. di Variazione Medio | | | Segnatura Fascicoli | | | Foratura | Talvolta rilevabile nei margini. | | Tecnica di Rigatura | a secco | | Strumento di Rigatura | | | Dimensione | - 389 x 263 = 32 [257] 100 x 33 [72 (15) 73] 70, rr.15/ll.14
Carta: 219r Inizio: Sotto la prima riga. Note:
| | Tipo Richiamo |
| | Peciae | | | Copista | | | Sottoscrizione Datazione | | | Mani | una
Scrittura minuscola piuttosto fluida, di modulo grande, in inchiostro bruno intenso di un'unica mano, del secolo XI; notazione ecfonetica in carminio; titoli in maiuscola distintiva epigrafica con vistose apicature entro la tabella a c. 1r; rubriche in maiuscoletta.
| | Notazione Musicale | | | Miniatore | | | Decorazione |
Sono presenti iniziali ornate. Presenza di oro e oro in foglia. Fregi tabellari con tituli entro riquadri a motivi floreali in blu, verde, rosa, marrone, bianco e oro in corrispondenza degli inciopitmaggiori, il primo dei quali reca nella cornice quattro animali ed è sormontato da pavoni araldici che si abbeverano ad un cantaro (cc. 1r, 37r, 46r, 114r); fregi incipitari lineari a dominante blu, verde, rosa e oro (cc. 21v, 24v, 39v, 41r, 44r, 55r, 77r, 98r, 109v, 118v, 125v, 128r, 130r, 131v, 140r, 142v, 145r, 156v, 161v, 162v, 168r, 170r, 171r, 178r, 179v, 179v, 182v, 186r, 188v); in oro i titoli, le rubriche, l'incipit a c. 1r, le indicazioni marginali dei giorni e delle pericopi, le iniziali minori e parte delle maggiori. Questo codice sembra anticipare gli esiti caratteristici di di un gruppo di manoscritti copiati e miniati nella capitale bizantina "verso il 1100", di cui fanno parte il Tetraevangelo Pal. 5 della Biblioteca Palatina e il ms. E.D. Clark 10 della Bodleian Library di Oxford. Nella tradizione del momento storico in cui si colloca, il codice cesenate rappresenta probabilmente la variante "economica" di un esemplare ben diversamente illustrato e tale da includere ampie sezioni figurative.
| | Legatura |
Legatura malatestiana completamente rifatta negli anni 1971-1973. Coperta in pelle , in cuoio di capra, su assi in legno. Gli specchi dei piatti originali in cuoio d'ovino sono stati riportati ad intarsio dal restauratore. Coperta decorata a secco, losangata.
Elementi metallici: borchie, lacci, 5 borchie in ottone quadrilobate su entrambi i piatti, 2 bindelle di restauro con puntale in ottone, 2 tenoni in ottone ad alabarda riutilizzati; catena originale fissata al margine di piede del piatto posteriore. Cucitura su 5 nervi doppi in canapa, capitelli a mano, incollati sulla tela di indorsatura, sulla ex-controguardia anteriore segni di 3 linguette, fermate ciascuna da un chiodo in ferro, al piede i due fori dei fermagli (forse 4). Precedente al restauro effettuato dalla Badia del Monte di Cesena, sono l'intervento di Balducci dopo il 1864 e un restauro parziale più antico effettuato fra il 1682 e il 1750.
| | Frammenti | | | Committenti | | | Possessori | Malatesta Novello Malatesti | | Storia del Codice |
Il manoscritto appartenne alla raccolta di Malatesta Novello, signore di Cesena, interessato alla diffusione della cultura greca come il fratello Sigismondo Pandolfo, signore di Rimini. All'ellenismo della corte cesenate, seppur lontano dai vertici riminesi, non fu estraneo l'insegnamento di Guarino, il cui magistero si riflette nelle scelte librarie della nuova biblioteca. Ben poco si conosce riguardo ai modi e ai tempi nei quali i quattordici esemplari greci della Malatestiana giunsero in Italia. Si hanno notizie di possibili intermediari fra i Malatesta e la grecia ma non ci sono notizie certe. La famiglia Crisolora possedette il codice di Demostene (D. XXV.2) e fu acquistato nel 1431 a Costantinopoli dal fanese Nicolò Martinozzi, poi cancelliere di Maltesta Novello. Altri intermediari sono Ciriaco d'Ancona e Francesco Filelfo, da cui Novello ebbe la traduzione di due Vite del Plutarco.
Antica segnatura sulla ex-controguardia anteriore: I° Fila/ XXVII. Pluteo/ IV°. In ordin
| | Note Postille | | | Note |
Le guardie da restauro mostrano macchie di polvere, trattenuta dalle tracce di acesivo che si rilevano sulla pergamena; guardia posteriore staccata. L'ex controguardia posteriore è stata velata con carta giapponese al recto e risarcita alla piega con bracchette che la rendono rigida e deformata e non ne facilitano l'apertura. Rifilature a forbice di alcune carte. Inchiostri mobili e visibili al verso, l'oro delle decorazioni è screpolato soprattutto a c. 1r e il mordente è visibile al verso. Carte scure con gore di umidità, tracce visibili della carta filtro. Numerosi risarcimenti in pergamena o in carta giapponese ai margini che da c. 190 fino alla fine provocano deformazioni con parziali distacchi.
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Descrizione Interna
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| Carte | Desc Int |
| 1r-192r | Lezionario del Nuovo Testamento (1r-192r) |
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