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| Fondo | Malatestiana |
| Segnatura | S.III.3 |
| Datazione | 1301-1400 Sec. XIV |
| Luogo | |
| Composizione Materiale | Unitario |
| Tipo Supporto | membranaceo |
| Carte | I,354,I |
| Numerazione |
cartulazione moderna a matita in cifre arabiche sull’angolo superiore esterno; sull’angolo superiore esterno di entrambe le carte di guardia numerazione “I”; sull’angolo inferiore esterno della guardia posteriore si ha anche la numerazione “353”
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| Carte Palinseste | No |
| Fascicolazione |
I-X12(1-120); XI10 (121-130); XII-XXIX12 (131-346); XXX8 (347-354)
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| Inizio Fascicolo | Lato carne |
| Regola di Gregory | Si |
| Formato Fascicolo | |
| Fascicolo Prevalente | sesterno |
| Filigrana | |
| Spessore Medio Bifolii | |
| Coeff. di Variazione Medio | |
| Segnatura Fascicoli | |
| Foratura | foratura rotonda o a forma di piccola v, visibile sui margini superiore ed inferiore |
| Tecnica di Rigatura | a colore |
| Strumento di Rigatura | |
| Dimensione | - 358 x 245 = 30 [220] 108 x 33 [64 (14) 65] 69; ll. 38/rr. 39
Carta: 13r Inizio: Sotto la prima riga. Note:
linee variabili tra le 31 e le 36 alle cc. 256v-262v
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| Tipo Richiamo | orizzontale decorato
richiami orizzontali, spostati verso il margine interno, incorniciati a penna
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| Peciae | |
| Copista | |
| Sottoscrizione Datazione | |
| Mani | una
Vergato in littera textualis da un’unica mano del secolo XIV; note marginali coeve che spesso ripetono a penna i titoli rubricati, in parte tagliate fuori a seguito della rifilatura del codice; alcune note più tarde.
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| Notazione Musicale | |
| Miniatore | |
| Decorazione |
A c. 1r iniziale istoriata in campo blu, fondo violaceo e prolungamenti nei margini decorati a motivi vegetali nei colori rosa, verde, blu, celeste, arancione e violaceo: all’interno dell’iniziale è rappresentato un frate in abito marrone che reca nella mano sinistra un libro con coperta blu; iniziali filigranate rosse e blu; segni di paragrafo rossi e blu; toccature in rosso. Sui margini superiori titoli correnti rossi e blu. I titoli correnti consistono in realtà nelle lettere dell’alfabeto in cui è articolato la Summa, che ha la forma di un “dizionario”.
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| Legatura |
La coperta in pieno cuoio di ovino su assi in legno misura 385 x 255 mm. Legatura su quattro nervi doppi in filo di lino cuciti su linguette allumate; capitelli in filo di lino. La decorazione della coperta è a secco, a motivi geometrici; sono presenti nove borchie quadrilobate sul piatto anteriore e cinque sul piatto posteriore; le bindelle sono ancorate ai margini superiore e inferiore del piatto anteriore; vi sono anche i resti di due bindelle sul margine esterno del medesimo piatto; sul piatto posteriore, dal quale pende la catena, sono presenti quattro tenoni.
La rilegatura ha subito l’intervento parziale di un restauratore attivo sui codici cesenati in un periodo compreso tra il 1682 e la metà del secolo XVIII (restauratore A) e di Guglielmina Barsanti Bazzocchi (restauratore D). Di A sono le guardie, le controguardie e le cuffie in marocchino; di D sono i rappezzi in vitello agli angoli e all’attaccatura della catena.
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| Frammenti | |
| Committenti | |
| Possessori | Convento di San Francesco Cesena |
| Storia del Codice |
Sul contropiatto posteriore si legge “3C” (sec. XVI); sul contropiatto anteriore è presente la segnatura “IIa fila III°pluteo III° in ordine”;di mnao del bibliotecario Serafino Zanotti (1798-1804).
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| Note Postille |
Non è più visibile nel codice , come già notato da Raimondo Zazzeri (ZAZZERI, Cesena, p. 277), la nota copiata da Giuseppe Maria Muccioli nella quale si leggerebbe: Fratris […]naldi Minoritae Summa canonum. (cfr. MUCCIOLI, Catalogus, p. 28). I due cataloghi attribuiscono erroneamente l’opera al frate minorita umbro Reginaldus.
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| Note |
La qualità della pergamena è buona, spesso la differenza di colore tra lato carne e lato pelo è molto attenuata. Alcune carte presentano dimensioni minori rispetto al resto del codice (ad esempio le cc. 2-4, 6-7, 9-11, 18-19, 107). Si rilevano alcuni difetti come lisières (ad esempio alle cc. 70 e 149) e fori (ad es. alle cc. 42, 130 e 258). Tracce di antichi restauri eseguiti con cuciture in filo.
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