Scheda Codice Completa

Malatestiana S.IV.2

Descrizione Esterna
FondoMalatestiana
SegnaturaS.IV.2
Datazione1331-1340 Sec. XIV quarto decennio
Luogo
Composizione MaterialeUnitario
Tipo Supportomembranaceo
CarteIII,308,III
Numerazione

numerazione dei fogli eseguita a matita, in alcuni casi è ripetuta (ad es. ff. 243-251)

Carte PalinsesteNo
Fascicolazione

110 (3-12); 210 (13-22); 310 (23-32); 410 (33-42); 510 (43-62); 610 (53-62); 710 (63-72); 810 (73-82); 910 (83-92); 1010 (93-102); 1110 (103-110); 1210 (111-120); 1310 (121-130); 1410 (131-140); 1510 (141-150); 1610 (151-160); 1710 (161-170); 1810 (171-180); 1910 (181-190); 2010 (191-200); 2110 (201-210); 2210 (211-220); 236 (221-226)

Inizio FascicoloLato carne
Regola di GregorySi
Formato Fascicolo
Fascicolo Prevalentequinterno
Filigrana
Spessore Medio Bifolii
Coeff. di Variazione Medio
Segnatura Fascicoli
Foratura
Tecnica di Rigaturaa colore
Strumento di Rigatura
Dimensione
  • 468 x 289 = 29/19/21[246] 25/64/63 x 28/22/20 [55 (21) 57] 20/25/42 (2)
    Carta: 23r Note: ll. 46 di testo; rr. 94 / ll. 93 di glossa; per la presenza della glossa, l’impaginazione varia ad ogni pagina
Tipo Richiamoorizzontale
richiami nel margine inferiore, al centro della seconda colonna di testo
PeciaeTesto (62) - Glossa (61)
Copista
Sottoscrizione Datazione
Maniuna
La scrittura è una bononiensis eseguita da una sola mano. Sono presenti maniculae, segni di paragrafo e titoli correnti in rosso e blu. Nei margini si trovano postille e commenti al testo.
Notazione Musicale
MiniatoreIllustratore
Decorazione

Nel codice, riccamente decorato, sono presenti 3 scene grandi illustrate (ff. 3r, 111r, 227r); 13 scene più piccole (60x70 mm circa) nei ff. 12v, 20v, 42v, 69v, 88r, 127v, 143v, 160v, 183r, 206v, 231v, 260r, 283r, quasi sempre accompagnate da lettere incipitarie istoriate che illustrano il contenuto dei singoli libri e 5 riquadri con soggetti di flora e fauna (ff. 12v, 20r, 87v, 143r, 231r). Iniziali istoriate, iniziali ornate a motivi fitomorfi, iniziali filigranate, iniziali semplici in rosso. Le miniature, opera di uno stesso artista, sono dovute alla mano dell’”Illustratore”. Secondo Francesca Flores D’Arcais la relativa semplicità delle illustrazioni in confronto con la maggiore articolazione di miniature, sempre del medesimo artista, che sembrano risalire al quinto decennio, fanno ipotizzare una data intorno al 1335.

Legatura

I piatti misurano mm 478x294x11 (anteriore) e mm 476x294x13 (posteriore); le assi sono in legno, smussate dall’esterno solamente al centro dei labbri, originali. Nel piatto posteriore si trovano ancore tre borchie in ferro su quattro, quadrilobate (mm 20-21 di diametro), due cantonali con borchie ed un rosone centrale a 8 lobi. Sui cantonali lo stemma con il monogramma di s. Bernardino.

Frammenti
Committenti
Possessori Convento di San Francesco Cesena, Daulo Dotti, Giovanni Nicoletti, Francesco de Alaleona
Storia del Codice

F. 1r: Inforciatu(m) Dauli de Dottis. Daulo (o Paolo?) Dotti, figlio del giureconsulto Schinella Dotti, è vissuto a Padova tra il 1364 e il 1370. Poi appartenne a Giovanni Nicoletti, come mostra la nota a c. 129r Dominus Joha(n) nes doctor. Una mano più corsiveggiante ha aggiunto de Ymola excellentissimi.

In seguito il codice fu posseduto dal frate Francesco de Alaleona che lo lasciò alla Biblioteca del convento e da questa passò alla Malatestiana.

A f. 1r si legge: Iste liber est mei scilicet domini Francissci domini Bactiste d(e) Alaleonibus de monte Sancte Marie in … quem ego emi in civitate Perusi et constitit ducatos LXXX aureos, MCCCCXXXII die quinto mensis octubris et vendidit mihi Bontempus et … praesente Nicolao alias Stronciolo, et domino Antonio de Firmo, studente in Perusio et cetera …

f. 308r: Anno Domini millesimo CCCC XXXVII Petrus Ungarus recessit a me domino Francisco de Alaleonibus de monte Sancte Marie et ego a mei memoriam ad anulum quendam largivi sibi ipse promissurus michi usque ad vitam portare ut in memoriam habeant de me ipse … in sempiternam seculorum. Amen.

Note Postille
Note

 i ff. 109v, 110r-v sono bianchi

La glossa è di Francesco Accursio. Nei ff. 1-109 alla fine della seconda colonna di glossa (b), sul recto, è sempre menzionato: Acursius doctor legum o altra dicitura simile. Nei ff. 111 e ss. si trova una chiusa su Accursio del genere Dominus Accursius summus omnium dominorum doctor sempre staccata dal testo della seconda colonna di glossa, come riempitivo di colonna. Ad esempio nei ff. 138r e 144r è ripetuta due volte. Si segnala che, alla fine della seconda colonna di glossa, ai ff. 292r e 293r si trova: Comunia comunium vidimus audivimus cogno(verimus).

Descrizione Interna
CarteDesc Int
3r-307vGiustiniano, Infortiatum cum apparatu Accursii (3r-307v)
Inc. (testo): Soluto matrimonio quemadmodum dos petatur. Dotis causa semper et ubique precipua (glossa): Soluto matrimonio quemadmodum…Dixit .s. de iure do. per quos constituitur
Expl. (testo): potestate erat postliminio non sit reversus. (glossa): illud in principio.