Scheda Codice Completa

Malatestiana S.XVI.5

Descrizione Esterna
FondoMalatestiana
SegnaturaS.XVI.5
Datazione1441-1460 Sec. XV metà
Luogo
Composizione MaterialeUnitario
Tipo Supportomembranaceo
CarteCXCVI,1,I
Numerazione

cartulazione recente a matita sul margine esterno

Carte PalinsesteNo
Fascicolazione

I-XIX10 (cc. 1-190), XX6 (cc. 191-196)

Inizio FascicoloLato carne
Regola di GregorySi
Formato Fascicolo
Fascicolo Prevalentequinterno
Filigrana
Spessore Medio Bifolii
Coeff. di Variazione Medio
Segnatura Fascicoli
Foratura
Tecnica di Rigaturaa secco
Strumento di Rigatura
Dimensione
  • 330 x 236 = 30 [6 (205) 6] x 30 [6 (134) 6] 60; rr. 37 / ll. 36
    Inizio: Sotto la prima riga. Note: cc. 1-159 Il codice presenta una differente rigatura in coincidenza del cambio di mano
  • 331 x 234 = 40 (222) 69 x 33 [9 (122) 9] 61; rr. 33 / ll. 33
    Inizio: Sopra la prima riga. Note: cc. 160-196 Il codice presenta una differente rigatura in coincidenza del cambio di mano
Tipo Richiamoverticale
richiami verticali sempre presenti
Peciae
Copista
Sottoscrizione Datazione
Manipiù
Il codice è stato vergato in littera antiqua da due mani: la prima ha trascritto le cc. 1-159r, la seconda ha eseguito le cc. 159v-196r. Casamassima indicava i due copisti come “A22” e “A3”; Domeniconi aveva riconosciuto nel primo Matteo dei Contugi di Volterra e aveva chiamato “copista C” il secondo. La De La Mare attribuì la prima mano a Pietro de Traiecto, copista itinerante presumibilmente trattenutosi a Cesena per poco tempo, il cui tratto è riconoscibile anche in un codice del De re militari di Roberto Valturio conservato a Parigi (Bibliothèque Nationale, ms. Lat. 7237), e la seconda al più noto Francesco da Figline, frate di San Francesco di Cesena dal 1439 al 1472. Rare note in umanistica corsiva coeve.  

 
Notazione Musicale
Miniatore
Decorazione

La decorazione è costituita da una grande iniziale ornata a bianchi girari nei colori rosso, blu, verde e oro a c. 1r (mm 57 x 51); sulla stessa carta lungo i margini superiore e interno cornice a bianchi girari e nel margine inferiore stemma di Malatesta Novello (vd. infra); altre iniziali a bianchi girari alle cc. 3v, 15r, 29v, 47r, 51r, 59v, 67v, 77v, 85v, 95v, 107r, 116v, 125v, 138r, 148v, 159v, 171r, 189r, in corrispondenza dell’inizio dei libri; iniziali semplici in rosso e blu alle cc. 1r-3r.

Albinia De La Mare definisce la decorazione tarda e la data ai primi anni ’60 del ‘400.


 
Legatura

La legatura è un rifacimento di Dante Gozzi del 1932, recante però tracce di un precedente restauro ad opera del cosiddetto “restauratore A”, attivo a Cesena ante 1682. La coperta è in pieno cuoio su assi in legno: su di essa sono stati riportati gli specchi dei piatti originali decorati con cornici impresse a secco e 4 borchie quadrilobate ciascuno; sono visibili 5 nervi sul dorso. La catena originale pende dal piatto posteriore.

Frammenti
Committenti Malatesta Novello Malatesti
Possessori Malatesta Novello Malatesti
Storia del Codice

Il codice venne commissionato intorno alla metà del secolo XV da Malatesta Novello, il cui stemma è presente nel margine inferiore di c. 1r, raffigurante uno steccato porpora e bianco su fondo nero, inserito in una corona d’alloro e inscritto in un cerchio dorato.

Sulla controguardia anteriore antica segnatura di mano di Serafino Zanotti IIa Fila/ XVI° Pluteo/ V° in ordine; sulla controguardia posteriore antica segnatura 16 D, databile all’inizio del XVII secolo.

Note Postille

A c. 40v sul margine inferiore è presente una nota secentesca che fa riferimento a un evidente errore di rilegatura dei fascicoli: Precede ante decem folia et prosequtionem operis assequeris. Il fascicolo V infatti avrebbe dovuto essere collocato dopo il II, come dimostrano i richiami e le correzioni degli ordinali all’interno dei titoli dei libri 2-4, effettuate dalla stessa mano che ha apposto questa nota.

La controguardia e la guardia anteriori recano un frammento su due colonne tratto dall’Expositio in psalmum David CXVIII di Sant’Ambrogio proveniente da un manoscritto umanistico[1]. La guardia e la controguardia posteriore invece, vergate in una carolina databile all’XI secolo, sono state inserite capovolte e riportano un brano dalle Enarrationes in Psalmos di Sant’Agostino



[1]Controguardia anteriore: inc. omnes seculares concupiscentiae refrenentur ecclesia (PL XV, col. 1222); expl. incentivum laboris est pete igitur confidere (col. 1223); c. IrA-B: inc. Et non etiam equi adhinientes (col. 1243); expl. iustificationes suas Dominus Deus noster sed ad- (col. 1244); c. IvA-B: inc. didit. [versus tertius] viam iustificationum tuarum insinua (col. 1244); expl. stillare perfectior non dormitat (col. 1246).

Note

Sulla controguardia anteriore sono presenti due annotazioni di Alfredo Vantadori, direttore della Biblioteca Malatestiana dal 1927 al 1959: “1 III 1932 X° La legatura è stata restaurata dal Cav. Dante Gozzi di Modena a spese dello Stato, sostituendo le assicelle e rifacendo il dorso. Sono stati conservati gli specchi di cuoio impressi. AV”; “17 III 1932 Le cc. sono 196 (numerate ora a lapis) oltre una guardia in principio ed una in fine. AV”.

Descrizione Interna
CarteDesc Int
1r-196rPOLENTON SICCO, Scriptorum illustrium Latinae linguae libri XVIII (1r-196r)
Rubr. Clarissimi viri Xicci Polentani Patavini opus de illustribus viris scriptoribus Latinis liber primus incipit
Inc. (prologo) c. 1r: Profitetur mi Polydore suavissime fili opus hoc ad te inscriptum
(testo) c. 3v: Quamquam nobis Polydore mi suavissime fili ad que intenderet animus
 

Expl. (prologo) c. 3r: Vegetius rei militaris magister libro XVIII L (testo) c. 196r: vixit libros autem qui habentur XX etymologiarum (196r)