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Descrizione Esterna
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| Fondo | Malatestiana | | Segnatura | S.XXIII.5 | | Datazione | 1455-1455 | | Luogo | | | Composizione Materiale | Unitario | | Tipo Supporto | membranaceo | | Carte | I,144,I | | Numerazione |
cartulazione recente a penna nell'angolo superiore esterno; tale cartulazione include le carte di guardia, pertanto numera da 1 a 146.
| | Carte Palinseste | No | | Fascicolazione |
I-XVIII8 (cc. 2-145)
| | Inizio Fascicolo | Lato carne | | Regola di Gregory | Si | | Formato Fascicolo | | | Fascicolo Prevalente | quaterno | | Filigrana | | | Spessore Medio Bifolii | | | Coeff. di Variazione Medio | | | Segnatura Fascicoli | a registro | | Foratura | non rilevabile | | Tecnica di Rigatura | a secco | | Strumento di Rigatura | | | Dimensione | - 240 x 170 = 31 (134) 75 x 18 (5/ 95/ 5) 47; rr. 19/ ll. 18
Carta: 19r Inizio: Sotto la prima riga. Note:
| | Tipo Richiamo | orizzontale
sempre presenti i richiami orizzontali posti al centro del margine inferiore
| | Peciae | | | Copista | | | Sottoscrizione Datazione | | | Mani | una
Il codice è vergato in littera antiqua da un'unica mano, databile alla metà del sec. XV
| | Notazione Musicale | | | Miniatore | | | Decorazione |
La decorazione è costituita da rubriche, iniziali semplici, iniziali in oro a bianchi girari (cc. 2r, 30r, 58v, 86v, 115r); il taglio è dorato.
| | Legatura |
La legatura è un rifacimento di Dante Gozzi risalente al 1932 , con restauro parziale del cosiddetto “restauratore A” (secolo XVIII), come si evince dalle tracce dell'adesivo giallo che lui era solito utilizzare. Su entrambi i piatti, decorati con elaborate impressioni a secco come lo erano i piatti originali, sono state applicate 5 borchie in ottone. Sul dorso sono visibili 4 nervi e la catena originale pende dal piatto posteriore.
Sulla controguardia posteriore è stato incollato un frammento della legatura originale, come segnalato dalla nota di Alfredo Vantadori.
| | Frammenti | | | Committenti | | | Possessori | Malatesta Novello Malatesti | | Storia del Codice |
Il codice venne commissionato dal Filelfo stesso insieme al S.XXIII.4 e da lui donato intorno al 1455 a Malatesta Novello, nell'intento di ottenerne la protezione e magari di sollecitarne la chiamata alla corte cesenate, dati i difficili rapporti con la corte sforzesca in cui il Filelfo risiedeva all'epoca.
Nel 1489 troviamo il manoscritto nell'inventario che elenca tutti i beni ritrovati nello studio di frate Franceschino di Marco da Cesena, custode della biblioteca da qualche anno, poco dopo la sua morte
| | Note Postille |
Sulla controguardia anteriore sono visibili sbiadite tracce di un testo a due colonne in littera antiqua, una nota a penna apposta da Alfredo Vantadori, direttore della Biblioteca Malatestiana dal 1927 al 1959: “9 marzo 1932 X Rifatta la legatura dal Gozzi di Modena a spese dello Stato. Un frammento dell'antica è stato conservato nel risguardo posteriore. AV. Id [i.e. 9 marzo 1932] Numerate le cc. sono 146: le cc. 1, 144, 145, 146 bianche. AV”; una nota quattrocentesca: Articella pretii ducatis.
| | Note | |
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Descrizione Interna
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| Carte | Desc Int |
| 2r-143r | Francesco Filelfo, Carmina seu odae (2r-143r) Rubr.
Francisci Philelfi Carminum Apollo
(2r) Inc.
primo testo c. 2r: Otio[qui se dederint inerti nil habent; precede: Carmen primum.
ultimo testo c. 138v: Nunc age Melpomene cantu die nostra sumpmo (!); precede: Carmen decimum.
(2r) Expl.
c. 8r: principes cunctos radiis ut astra vincit Apollo
ultimo testo c. 143r: hunc super cunctos bonitate claros ferte novellum
(143r) |
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