Scheda Codice Completa

Malatestiana S.XXVI.3

Descrizione Esterna
FondoMalatestiana
SegnaturaS.XXVI.3
Datazione1351-1400 Sec. XIV seconda metà
Luogo
Composizione MaterialeUnitario
Tipo Supportomembranaceo
CarteI,75
Numerazione

antica cartulazione a penna fino a c. 74 (con un salto da c. 45 a c. 47), in cifre arabe, sull’angolo superiore esterno; cartulazione recente e a matita alle cc. 75-76

Carte PalinsesteNo
Fascicolazione

I-VIII8 (1-65); IX6 (66-71); X6-1 (cc. 72-76: la cucitura del fascicolo si trova dopo c. 74); c. 76 incollata al piatto posteriore

la legge di Gregory è rispettata, fatta eccezione per il fascicolo V (cc. 33-40: CP PC PC CP / PC CP CP PC);

Inizio FascicoloLato carne
Regola di GregorySi
Formato Fascicolo
Fascicolo Prevalentequaterno
Filigrana
Spessore Medio Bifolii
Coeff. di Variazione Medio
Segnatura Fascicoli
Foraturaforatura visibile agli angoli dello specchio scrittorio (fori tondi, o a forma di piccolo triangolo o crocetta), probabilmente eseguita a fascicolo chiuso
Tecnica di Rigaturamista
Strumento di Rigatura
Dimensione
  • ); 350 x 238 = 40 [253] 57 x 23 [89 (17) 87] 22 ; ll. A 50, ll. B 54
    Carta: 11r Inizio: Sopra la prima riga. Note: le misure dello specchio scrittorio, modificato per l’inserimento di righe supplementari che accolgono i numeri dei capitoli, variano alle cc. 74r-76r: 40 [242] 62 x 33 [81 (7/9) 77] 11/22 (c. 74r); scrittura disposta “above top line”; i versi si concludono prima della riga di giustificazione di destra;
Tipo Richiamoorizzontale
richiami orizzontali al centro del verso dell’ultima carta di ciascun fascicolo, sottolineati in rosso e spesso toccati di rosso;
Peciae
Copista
Sottoscrizione Datazione
Manipiù
Le cc. 1r-73v sono vergate in una minuscola corsiva di base cancelleresca, adattata all’uso librario, con alcune caratteristiche proprie della scrittura mercantesca (a con asta disposta quasi orizzontalmente; legamento della doppia l), databile alla fine del sec. XIV; poche note marginali coeve e alcune annotazioni posteriori (una mano tarda segnala le lacune del testo); le cc. 74r-76r (capitula) sono vergate in una piccola textualis databile anch’essa alla fine del secolo XIV.
Notazione Musicale
Miniatore
Decorazione

Iniziali di capitolo filigranate rosse e blu, spesso con sviluppi sui margini superiore (cc. 1r, 5v, 22v, 30r, 38r, 40r, 44r, 50r, 52v, 54r, 55r, 69r) e inferiore (cc. 37v, 44v, 50v, 70r); semplice iniziale di capitolo a c. 27r; iniziale di capitolo ornata alla c. 37r; iniziali di terzina toccate di rosso, esterne alla marginale verticale di sinistra; rubriche; numerazione dei capitoli in rosso; maniculae.

Legatura

Legatura di restauro in pelle su tre nervi doppi e assi in legno, con recupero di parte dei piatti; decorazione a secco con cornici a motivi geometrici; 5 borchie quadrilobate; bindelle ancorate al piatto anteriore; tenoni metallici; capitelli di restauro gialli e verdi; 367 x 264 mm.

Frammenti
Committenti
Possessori
Storia del Codice

Sulla controguardia anteriore la segnatura “IIa fila XXVI° Pluteo III° in numero”

Note Postille

La controguardia anteriore e c. Ir-v riportano un testo di argomento teologico acefalo e mutilo in littera textualis del sec. XIV, disposto su due colonne di 49 linee (inc. controguardia ant. colonna A: -similitudinem  aliorum ab ipso.  Ad primum ergo dicendum quod verbis Augustini dicentis quod Deus; expl. c. IvB habet ydeam.Responsio dicendum quod  ydea-).

Note

Il codice rappresenta l’unico testimone di un’opera in volgare conservato presso la Biblioteca Malatestiana (cfr. CAMPANA, Biblioteche, p. 96; CONTI, Malatestiana, p. 11). Fu studiato e collazionato da Vincenzo Monti e Giulio Perticari: l’edizione di Perticari non fu mai pubblicata, ma dei suoi sforzi fecero tesoro Vincenzo Monti, i cui emendamenti furono accolti nell’edizione Silvestri del 1826 (Il Dittamondo di Fazio degli Uberti fiorentino ridotto a buona lezione colle correzioni pubblicate dal cav. Vincenzo Monti nella Proposta e con più altre, Milano, per Giovanni Silvestri, 1826), e Francesco Rocchi, nella sua edizione del primo libro del Dittamondo (cfr. FAZIO, Dittamondo, vol. II, p. 211; PELAEZ, Notizia, pp. 18-19; ROCCHI, Del Dittamondo).

Raimondo Zazzeri, pur rilevando le numerose lacune e scorrettezze del testo riportato dal codice malatestiano, ne ricava alcuni possibili emendamenti all’edizione Silvestri (cfr. ZAZZERI, Malatestiana, pp. 472-480).

Con Zazzeri e a differenza di Monti, anche Giuseppe Corsi non reputa il codice cesenate tra i migliori testimoni del Dittamondo (FAZIO, Dittamondo, II, p. 194 n. 1). 

Nell’analisi della tradizione testuale effettuata da Corsi il codice è inserito nel secondo gruppo della famiglia β, che comprende manoscritti accomunati da varie lezioni e da alcune lacune, tra cui le seguenti: I, 9 (capitolo 9 nel codice), vv. 85-87; I, 18 (capitolo 18 del codice), vv. 40-42; II, 20 (capitolo 49 del codice), vv. 76-78; IV, 14 (capitolo 97 del codice), vv. 37-39 ; IV, 25 (capitolo 108 del codice), vv. 25-27 (cfr. FAZIO, Dittamondo, pp. 153, 157-159).

Descrizione Interna
CarteDesc Int
1r-76rFazio degli Uberti, Dittamondo (1r-76r)
Inc. Non per trattare gli affanni chi sofersi (1rA)
Expl. Ettra leoni morto il drago il conforta (76rA)