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| Fondo | Malatestiana |
| Segnatura | D.XI.1 |
| Datazione | 1452 (DE LA MARE ALBINIA C.), 1441-1460 Sec. XV metà |
| Luogo | |
| Composizione Materiale | Unitario |
| Tipo Supporto | membranaceo |
| Carte | III,359 |
| Numerazione |
cartulazione coeva nell’angolo superiore sinistro fino a c. 358 (con salto di numerazione tra c. 298 e c. 300) e cartulazione moderna a matita nell’angolo inferiore destro
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| Carte Palinseste | No |
| Fascicolazione |
I-XXXV10 (cc. 1-350), XXXVI10-1 (cc. 351-359)
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| Inizio Fascicolo | Lato carne |
| Regola di Gregory | Si |
| Formato Fascicolo | |
| Fascicolo Prevalente | quinterno |
| Filigrana | |
| Spessore Medio Bifolii | |
| Coeff. di Variazione Medio | |
| Segnatura Fascicoli | a registro |
| Foratura | sono visibili 4 fori nel margine inferiore atti a tracciare le righe verticali delimitanti lo specchio scrittorio |
| Tecnica di Rigatura | a colore |
| Strumento di Rigatura | |
| Dimensione | - 405 × 277 = 55 [236] 114 × 40 / 7 [140] 7 / 83, rr. 36 / ll. 36
Carta: 16r Inizio: Sopra la prima riga. Note:
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| Tipo Richiamo | orizzontale
richiami sempre presenti al centro del margine inferiore
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| Peciae | |
| Copista | Jean D'Epinal |
| Sottoscrizione Datazione |
Al f. 357v: Iohannes Antonii de Spinalo scripsit.
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| Mani | una
Il codice è stato vergato in littera antiqua dal notaio di origine francese Jean d’Epinal, copista attivo nello scriptorium malatestiano negli anni 1451-1465. Egli si sottoscrive a c. 357v con le parole: Iohannes de Spinalo scripsit. L’autore dei marginalia in littera minuta cursiva viene indicato convenzionalmente da Casamassima con il nome di “correttore A”, non essendo stato possibile identificarlo con alcuno degli scriptores attivi a Cesena
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| Notazione Musicale | |
| Miniatore | Maestro del De civitate Dei |
| Decorazione |
La decorazione è costituita da una grande iniziale istoriata a c. 1r (mm 93 x 93) raffigurante san Girolamo orante, di profilo, con l’aureola realizzata in foglia d’oro, sullo sfondo di un paesaggio; da iniziali in foglia d’oro campite nei colori rosso, verde e blu all’inizio di ogni epistola e all’inizio di parti significative all’interno; da iniziali semplici rubricate; da titoli rubricati, affiancati dal numero romano progressivo dell’epistola.
Albinia De la Mare afferma che la decorazione è di “stile precoce” ed è “databile a circa il 1452 o poco prima”. Giordana Mariani Canova riconosce nel miniatore il cosiddetto “Maestro del De civitate Dei”, riferendosi al codice D.IX.1, uno dei più importanti della biblioteca dal punto di vista dell’illustrazione, datato 1450.
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| Legatura |
La legatura è quella originale, ma su di essa sono riconoscibili interventi del cosiddetto “restauratore A”, attivo a Cesena entro la metà del secolo XVIII, e di Guglielmina Barsanti-Bazzocchi, che operò sui codici malatestiani negli anni 1924-1939. L’ultimo restauro risale al 1997 ed è opera dell’Istituto Centrale di Patologia del Libro (Roma). La coperta è in cuoio di capra con impressioni a secco e le assi sono in legno. Sono visibili 6 nervi doppi sul dorso, 9 borchie quadrilobate sul piatto anteriore e 5 su quello posteriore, 2 fermagli (dei 4 originari) e 2 tenoni sul piatto posteriore, dal quale pende la catena originale.
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| Frammenti | |
| Committenti | Malatesta Novello Malatesti |
| Possessori | Malatesta Novello Malatesti |
| Storia del Codice |
Il codice venne commissionato intorno alla metà del secolo XV da Malatesta Novello. E’ il primo di tre volumi contenenti lettere e sermoni di san Girolamo di mano di Jean d’Epinal (gli altri due sono i manoscritti D.XI.2 e D.XI.3).
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| Note Postille | |
| Note |
Alle cc. Ir-IIIv è presente l’indice delle epistole contenute nel manoscritto.
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