Scheda Codice Completa

Malatestiana D.XVIII.2

Descrizione Esterna
FondoMalatestiana
SegnaturaD.XVIII.2
Datazione1301-1400 Sec. XIV
Luogo
Composizione MaterialeUnitario
Tipo Supportomembranaceo
CarteI,95
Numerazione

cartulazione recente a matita nell’angolo superiore destro

Carte PalinsesteNo
Fascicolazione

I-VII12 (1-84), VIII11 (85-95[1])



[1]Il riscontro del primo foglio dell’ultimo fascicolo è oggi la controguardia posteriore.

Inizio FascicoloLato carne
Regola di GregorySi
Formato Fascicolo
Fascicolo Prevalentesesterno
Filigrana
Spessore Medio Bifolii
Coeff. di Variazione Medio
Segnatura Fascicoli
Foraturanei margini superiore e inferiore รจ visibile la foratura eseguita per tracciare linee verticali che delimitano le colonne e lo specchio
Tecnica di Rigaturaa colore
Strumento di Rigatura
Dimensione
  • mm 330 x 229 = 28 [230] 72 x 31 [(71) 18 (71)] 38; rr. 58 / ll. 57
    Carta: 25r Inizio: Sotto la prima riga. Note:
Tipo Richiamoorizzontale
Peciae
Copista
Sottoscrizione Datazione
Maniuna
Littera textualis di origine francese del sec. XIV di un’unica mano, Ad eccezione dell’integrazione dell’indice delle quaestiones a c. 77vB, aggiunta posteriormente.. Rare note marginali coeve.

 
Notazione Musicale
Miniatore
Decorazione

Iniziali filigranate e segni di paragrafo alternati in rosso e blu. Numerazione dei quodlibeta al centro del margine superiore in rosso e blu. La numerazione delle quaestiones (a partire da Q.o II a c. 1rB) è talvolta presente lungo i margini.

Legatura

La legatura presenta dei restauri parziali eseguiti dal cosiddetto “restauratore A” (il cui lavoro è collocabile post 1682) e da Guglielmina Barsanti-Bazzocchi (occupatasi di numerosi codici malatestiani negli anni 1924-1939). Le assi sono in legno smussate ai labbri ed al morso dall’esterno. La coperta è in pieno cuoio di ovino con dorso in vitello, decorata con cornici impresse a secco a motivi geometrici e recante 5 borchie quadrilobate per piatto; 4 nervi doppi sono visibili sul dorso. Sul piatto anteriore ci sono altre 4 borchie atte a reggere le bindelle, 3 delle quali sono ancora presenti, sebbene quella inferiore sia spezzata. Sul piatto posteriore ci sono 4 tenoni quadrilobati in ottone. La catena originale pende dal piatto posteriore.

Le carte di guardia sono in pergamena. La controguardia anteriore è solidale con la prima e unica carta di guardia: tale bifolio proviene da un codice coevo alla prima legatura malatestiana. La controguardia è manoscritta, mentre la guardia presenta soltanto delle note e residui dell’adesivo giallo utilizzato frequentemente dal “restauratore A”.

Frammenti
Committenti
Possessori
Storia del Codice

Sulla controguardia anteriore si trovano la segnatura a penna I.a Fila/ XVIII° Pluteo/ II° in ordine di mano del bibliotecario Serafino Zanotti (1798-1804) e l’etichetta con la segnatura attuale D XVIII 2.

Note Postille

Sulla controguardial testo vergato su due colonne, di argomento filosofico. Inc.: per quanto igitur sed non. (?) obscura in ista clara includere evidenter; expl.: non est de passionibus requisitis ad actum aliter posset.

A c. Ir è presente una tavola delle questiones I-III, di mano del sec. XV: In nomine domini amen hic inferius ponuntur termini huius quodlibet seu tituli. Utrum natura angelica sit composita ex materia et forma – questio prima; Utrum anima [corpori coniuncta espunto] separata recipiat totum esse questio exiit homo – questio secunda; Utrum corpus Christi mortuum et corpus hominis mortuum alterius hominis statim post mortem ante ulteriorem ressolutionem sint communi mortua univoce – questio tertia.

Sul contropiatto posteriore, lungo il margine superiore, è presente una nota coeva di difficile lettura (sancta mater s… misericordiae … … debi).

Note

Il testo di Richardus, come già aveva riscontrato lo Zazzeri, presenta numerose varianti rispetto all’edizione di Brescia del 1591, e anche rispetto alle edizioni di Venezia e Parigi (rispettivamente del  1509 e del 1519). Esso è acefalo: i quodlibeta dovrebbero essere 13, come risulta dalla numerazione nel margine superiore e dall’indice, ma il manoscritto comincia con il terzo. L’indice delle quaestiones a c. 76r comincia ad elencarle dal quinto quodlibet (c. 76vA, rr. 15-16: Expliciunt questiones 5 quolibet. Incipiunt questiones 6 quolibet). Il secondo indice, finora ritenuto relativo al Tractatus virtutum moralium seguente, è in realtà l’integrazione (benchè parziale) dell’indice delle quaestiones, come fanno supporre le indicazioni primum quolibet e secundum quolibet nel margine interno di c. 77v.

Il testo Quodlibet XIV è stato finora considerato un presunto Tractatus virtutum moralium attribuito anch’esso a Richardus de Mediavilla. Non compare tuttavia tra le opere autentiche di Richardus nell’elenco stilato da Hocedez (cfr. Hocedez, Edgar, Richard de Middleton: sa vie, sas oeuvres, sa doctrine, Louvain-Paris, 1925, Spicilegium sacrum lovaniense. Etudes et documents, 7).

L’effettiva identificazione dell’opera suggerisce ora che i quodlibeta precedenti non siano opera di Richardus, bensì dello stesso Godefridus. Le varianti rispetto all’edizione sono numerose, ma l’identificazione del testo pare comunque più probabile che non quella finora accettata, anche perché i quodlibeta di Richardus tramandati dalla tradizione sono generalmente tre, mentre qui la suddivisione del testo ne identifica tredici, tanti quanti sono quelli che precederebbero il testo di Godefridus.

Descrizione Interna
CarteDesc Int
1rA-76rBRichard Middleton, Quodlibeta (1rA-76rB)
Inc. Postea querebatur utrum in speciali circa naturam angelicam videlicet utrum esset composita ex materia et forma tavola dei capitoli c. 76rB: Quodlibet utrum Deus posset transubstantialiter angelum in corpore tavola dei capitoli c. 77vB: Utrum angelus sit compositus ex materia et forma (1rA-1rA)
Expl. c. 76rB: sicut nec ille qui est absolutus a laxiori religione et intrat arciorem et cetera. tavola dei capitoli c. 77vB: sepulture possit hoc renovare sine transgressione iuramenti tavola dei capitoli c. 77vB: Utrum qualitas puta albedo possit esse sine subiecto (76rB-76rB)
78rA-95vBGodefridus de Fontibus, Quodlibet XIV (78rA-95vB)
Inc. Circa iustitiam querebatur primo utrum iustitia sit virtus generalis ab aliis virtutibus moralibus distincta (78rA-78rA)
Expl. diversitas secundum rationem non est nisi ab intellectu et in intellectu concipiente. (95vB-95vB)