| Decorazione |
La decorazione è costituita da iniziali e segni di paragrafo alternati rossi e blu. A c. 1r: nel margine inferiore, stemma di Malatesta Novello (vd. infra); lungo i margini superiore e interno cornice a bianchi girari su campo e fondo a colori rosso verde e blu con contorno dorato; grande iniziale dorata su campo e fondo verde, arricchita da tralci fitomorfi viola e blu in cornice dorata. Alle cc. 8v, 18r, 26r, 43r, 53r, 60v, 71r, 89r, 100v, 111v, 124v, 140r, 152r, 165v, 180r, 192r, 204v, 215r iniziali dorate a bianchi girari su campo e fondo di colore rosso, blu e verde in cornice dorata.
Albinia De La Mare definisce lo stile decorativo impiegato “a farfalla”, datandolo alla metà degli anni '50 del '400, periodo principale di produzione dei codici malatestiani
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| Legatura |
La legatura è un rifacimento del cosiddetto “restauratore A”, attivo a Cesena entro la metà del secolo XVIII ma dopo il 1682. La coperta è in pieno cuoio marocchino su assi in legno; sono visibili 4 nervi sul dorso, 5 borchie appuntite su ciascun piatto, 2 bindelle e 2 tenoni sul piatto anteriore. La catena originale pende dal piatto posteriore.
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| Storia del Codice |
Il codice venne commissionato intorno alla metà del secolo XV da Malatesta Novello, il cui stemma è presente nel margine inferiore di c. 1r, raffigurante uno steccato inserito in una corona d’alloro e affiancato dalle iniziali dorate “M” ed “N”.
Su entrambe le controguardie è incollata l’etichetta con la segnatura attuale; sulla controguardia anteriore inoltre è leggibile l’antica segnatura Ia Fila/ XIXo Pluteo/ Io in ordine di mano del bibliotecario Serafino Zanotti (1798-1804)
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