Scheda Codice

Piana Piana 3.209

 
Descrizione Interna
DESCRIZIONE_TESTO_CONTENUTO
Missale Romanum (1rA-320rB)
Descrizione Esterna
Datazione1351-1450 Sec. XIV seconda metà- sec. XV prima metà
MaterialeUnitario
Supportomembranaceo
Carte II, 320, II'
Fascicolazione

I6 (cc. 1-6), II-VII10 (cc. 7-66), VIII-IX8 (cc. 67-82), X-XIII10 (cc. 83-122), XIV6 (cc. 123-128), XV-XVI10 (cc. 129-148), XVII4 (cc. 149-152), XVIII-XXVI10 (cc. 153-242), XXVII10+2 (cc. 243-254, aggiunte le cc. 249-250), XXVIII-XXIX10 (cc. 255-274), XXX8 (cc. 275-282), XXXI-XXXIII10 (cc. 283-312), XXXIV8 (cc. 313-320).

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  • 360 × 245 = 45 [215] 100 × 35 [67 (16) 67] 60, rr. 29 / ll. 28
    Carta: 183r Inizio: Sotto la prima riga. Note:
Copista
Miniatore
Decorazione

Il codice presenta un ricco apparato decorativo. Pagine decorate con iniziali istoriate e bordure vegetali (utilizzo di lamina d’oro e oro in polvere): c. 7r iniziale istoriata (A) con Cristo benedicente e re David e cornice chiusa vegetale racchiudente losanghe con i busti dei dodici apostoli; c. 17v iniziale istoriata (P) con la Natività e nel margine superiore la stella cometa affiancata da due angeli; c. 18r iniziale ornata (I) con medaglione polilobato raffigurante Cristo benedicente e bordura vegetale con elementi fito-zoomorfi racchiudente, nel margine inferiore, tre medaglioni rappresentati Dio creatore, Dio che infonde il soffio vitale ad Adamo, Dio che crea Eva dalla costola di Adamo; c. 24v iniziale ornata (E) a bianchi girari, da cui si diparte una bordura vegetale abitata da puttini e, nel margine inferiore, medaglione polilobato racchiudente la scena dell’Adorazione dei Magi, attorniato da quattro puttini con aquile; c. 25r iniziale ornata (C) campita e decorata con elementi fitomorfi; c. 92v iniziale figurata (I) con Cristo alla colonna affiancato da un angelo e cornice vegetale aperta racchiudente, nel margine inferiore, un medaglione con la scena dell’entrata di cristo a Gerusalemme; c. 99r iniziale figurata (I) con Cristo entro un’edicola e cornice vegetale aperta abitata da puttini e racchiudente, nel margine inferiore, due medaglioni contenenti due leoni alati, uno che regge un libro con le zampe e l’altro seduto su un libro, simboli dell’evangelista Marco; c. 104v iniziale figurata (I) costituita a una colonna sormontata da un bue che regge un rotolo, simbolo dell’evangelista Luca, e bordura vegetale contenente, nel margine inferiore, un tondo con la scena della Deposizione; c. 113v iniziale figurata (I) con la Flagellazione di Cristo e cornice vegetale aperta, abitata da puttini, contenete sette medaglioni rappresentanti scene della Passione di Cristo; c. 147r rappresentazione del Te igitur, la Crocifissione con tre i “dolenti”: la Vergine, san Giovanni e la Maddalena, sotto in crisografia, Te igitur in scrittura maiuscola gotica; c. 153r iniziale istoriata (R) con Cristo che risorge dal sepolcro e cornice vegetale chiusa decorata con elementi firo-zoomorfi racchiudente, nel margine laterale esterno, due medaglioni polilobati contenenti in uno l’apparizione dell’angelo alle tre Marie, nell’altro la discesa di Cristo nel Limbo con in primo piano san Giovanni, mentre nel margine inferiore, sempre entro un medaglione, rappresentazione della Veronica; c. 165v iniziale istoriata (D) con la scena dell’Ascensione da cui si diparte una bordura vegetale; c. 169v iniziale istoriata (S) con la scena la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli (al posto della colomba vi è rappresentato Cristo) e, nel margine inferiore, fregio vegetale; c. 177r iniziale istoriata (B) con Cristo e sovrapposta la Crocifissione, da essa si diparte una bordura vegetale popolata di puttini; c. 179r iniziale istoriata (C) con il sacerdote che innalza l’ostia durante la messa; c. 207v iniziale istoriata (D) con Vocazione di Andrea e Pietro e cornice vegetale aperta  popolata di puttini; c. 221r iniziale istoriata (T) con la scena dell’Annunciazione da cui si diparte una bordura vegetale; c. c. 246r iniziale istoriata (G) con Cristo e la Madonna da cui si diparte una bordura vegetale; c. 249r iniziale figurata (I) rappresentante s. Agostino in cattedra, dietro il quale si intravedono dei monaci attraverso una finestra, dall’iniziale si diparte una bordura vegetale; c. 266r iniziale figurata (E) rappresentante Cristo benedicente dei santi; c. 312r iniziale istoriata (R) con uno scheletro; iniziali filigranate in rosso e blu, da cui talvolta si dipartono delle bordure vegetali filigranate; iniziali riempite in giallo; rubriche. Visibili le istruzioni per il miniatore. Secondo Fabrizio Lollini lo stile della decorazione, databile tra la fine del XIV secolo e l’inizio del XV secolo, sembra di tipo veneto con alcune influenze lombarde. Alessandro Marchi ha attribuito le miniature del codice ai fratelli Salimbeni, notando una notevole differenza di conduzione e di tecnica tra le illustrazioni e la parte più propriamente decorativa e proponendo di assegnare le prime a Lorenzo, la seconda a Jacopo; putti che abitano i fregi del messale sarebbero la trasposizione nella miniatura di quelli che i pittori eseguono sin dal 1404 nella chiesa della Misericordia di San Severino Marche.

Miniature (0)
Pecie (0)

Bibliografia (12)

ROWNUMCITAZIONE_CONCAT_LINK
1
DAZZI MANLIO TORQUATO
La Piana, "La Romagna", s. VI, 14 (1923), fasc. VIII, pp. 362-377: 372
Segnatura: Piana 3.209
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2
FAVA DOMENICO
La biblioteca di papa Pio VII, "Accademie e biblioteche d'Italia", 21 (1953), n. 5. pp. 257-267: 263, figg. 9-10
Segnatura: Piana 3.209
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3
BALDACCHINI LORENZO
Dalla "Libraria Domini" alla biblioteca pubblica in La Biblioteca Malatestiana di Cesena, a cura di Lorenzo Baldacchini, Editalia, 1992, pp. 119-166: p. 154
Segnatura: Piana 3.209
4

La scena volubile. Teatro e musica a Cesena dal Medioevo all'Ottocento, [s.l., s.n.], 1995, p. 34
Segnatura: Piana 3.209
5
GNOLA DAVIDE
I manoscritti della Biblioteca Piana in Due papi per Cesena. Pio VI e Pio VII nei documenti della Piancastelli e della Malatestiana, a cura di Paola Errani, Patron, 1999, pp. 223-326: 291-293
Segnatura: Piana 3.209
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6
LOLLINI FABRIZIO
I manoscritti miniati della Biblioteca Malatestiana in Storia di Cesena, VI.1, Cultura, a cura di Biagio Dradi Maraldi, Ghigi,Cassa di Risparmio di Cesena, 2004, pp. 5-51: 48 n. 70, fig. 26
Segnatura: Piana 3.209
Abstract:

Secondo François Avril il contesto romano è l'ambito possibile entro il quale collocare questo codice.

7
MARCHI ALESSANDRO
[Scheda nr. IV.6] in Gentile da Fabriano e l'altro Rinascimento, catalogo della mostra a cura di Laura Laureati, Lorenza Mochi Onori, , 2006, pp. 196-201:
Segnatura: Piana 3.209
Abstract: L'analisi dell'apparato decorativo del codice fa propendere per un'attribuzione ai pittori Lorenzo e Jacopo Salimbeni, originari di San Severino Marche e documentati tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo.
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8
SAVOIA DANIELA
La Biblioteca Piana in La casa dei libri. Dalla Libraria Domini alla Grande Malatestiana, Biblioteca Malatestiana - Lions Club Cesena, 2007, pp. 53-57: 55
Segnatura: Piana 3.209
Abstract: Splendido ma poco studiato è questo messale lombardo, che fu citato, insieme a due breviari conservati nella Piana (3.225 e 3.226), da Manlio Dazzi e Augusto Campana. .
9
LOLLINI FABRIZIO
La biblioteca Malatestiana a Cesena in Emilia Romagna rinascimentale, a cura di Fabrizio Lollini, Marinella Pigozzi, Jaca Book, 2007 (Patrimonio artistico italiano, ), pp. 174-184: 184
Segnatura: Piana 3.209
Abstract: La decorazione è attribuita ai Salimbeni.
10

Lorenzo e Jacopo Salimbeni. Vicende e protagonisti della pittura tardogotica nelle Marche e in Umbria, Firenze, Olschki, 2008 (Arte e archeologia. Studi e testi, 31), pp. 107-11, 203-204, 108 fig. 78, 109 fig. 79; p. 112 fig. 85; tav. CXVI
Segnatura: Piana 3.209
Abstract:

La decorazione miniata del manoscritto è attribuibile a un seguace di Lorenzo Salimbeni o a Jacopo  Salimbeni. Il codice ebbe un’origine marchigiana, forse Fabriano, oppure una località prossima al litorale a sud di Ancona, tra Recanati e Fermo. A tav. CXVI è riprodotta la c. 147r con la raffigurazione della Crocifissione.

 

[ERRANI PAOLA]
11

Arma nostra sunt libri. Manoscritti e incunaboli miniati dalla biblioteca di San Domenico Maggiore di Napoli, Firenze, Nerbini, 2015 ((Biblioteca di memorie domenicane, 12), pp. 155-156
Segnatura: Piana 3.209
Abstract:

Alessandro Marchi ha attribuito le miniature del codice ai fratelli Salimbeni, notando una notevole differenza di conduzione e di tecnica tra le illustrazioni e la parte più propriamente decorativa e proponendo di assegnare le prime a Lorenzo, la seconda a Jacopo. I putti che abitano i fregi del messale sono la trasposizione nella miniatura di quelli che i pittori eseguono sin dal 1404 nella chiesa della Misericordia di San Severino Marche.

[ERRANI PAOLA]
12
Lucrezia Signorello
[Descrizioni fondo Piana], 2016,
Segnatura: Piana 3.209
Abstract:

Descrizione del manoscritto

[ERRANI PAOLA]
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