| Fascicolazione |
I6 (cc. 1-6), II-VII10 (cc. 7-66), VIII-IX8 (cc. 67-82), X-XIII10 (cc. 83-122), XIV6 (cc. 123-128), XV-XVI10 (cc. 129-148), XVII4 (cc. 149-152), XVIII-XXVI10 (cc. 153-242), XXVII10+2 (cc. 243-254, aggiunte le cc. 249-250), XXVIII-XXIX10 (cc. 255-274), XXX8 (cc. 275-282), XXXI-XXXIII10 (cc. 283-312), XXXIV8 (cc. 313-320).
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| Decorazione |
Il codice presenta un ricco apparato decorativo. Pagine decorate con iniziali istoriate e bordure vegetali (utilizzo di lamina d’oro e oro in polvere): c. 7r iniziale istoriata (A) con Cristo benedicente e re David e cornice chiusa vegetale racchiudente losanghe con i busti dei dodici apostoli; c. 17v iniziale istoriata (P) con la Natività e nel margine superiore la stella cometa affiancata da due angeli; c. 18r iniziale ornata (I) con medaglione polilobato raffigurante Cristo benedicente e bordura vegetale con elementi fito-zoomorfi racchiudente, nel margine inferiore, tre medaglioni rappresentati Dio creatore, Dio che infonde il soffio vitale ad Adamo, Dio che crea Eva dalla costola di Adamo; c. 24v iniziale ornata (E) a bianchi girari, da cui si diparte una bordura vegetale abitata da puttini e, nel margine inferiore, medaglione polilobato racchiudente la scena dell’Adorazione dei Magi, attorniato da quattro puttini con aquile; c. 25r iniziale ornata (C) campita e decorata con elementi fitomorfi; c. 92v iniziale figurata (I) con Cristo alla colonna affiancato da un angelo e cornice vegetale aperta racchiudente, nel margine inferiore, un medaglione con la scena dell’entrata di cristo a Gerusalemme; c. 99r iniziale figurata (I) con Cristo entro un’edicola e cornice vegetale aperta abitata da puttini e racchiudente, nel margine inferiore, due medaglioni contenenti due leoni alati, uno che regge un libro con le zampe e l’altro seduto su un libro, simboli dell’evangelista Marco; c. 104v iniziale figurata (I) costituita a una colonna sormontata da un bue che regge un rotolo, simbolo dell’evangelista Luca, e bordura vegetale contenente, nel margine inferiore, un tondo con la scena della Deposizione; c. 113v iniziale figurata (I) con la Flagellazione di Cristo e cornice vegetale aperta, abitata da puttini, contenete sette medaglioni rappresentanti scene della Passione di Cristo; c. 147r rappresentazione del Te igitur, la Crocifissione con tre i “dolenti”: la Vergine, san Giovanni e la Maddalena, sotto in crisografia, Te igitur in scrittura maiuscola gotica; c. 153r iniziale istoriata (R) con Cristo che risorge dal sepolcro e cornice vegetale chiusa decorata con elementi firo-zoomorfi racchiudente, nel margine laterale esterno, due medaglioni polilobati contenenti in uno l’apparizione dell’angelo alle tre Marie, nell’altro la discesa di Cristo nel Limbo con in primo piano san Giovanni, mentre nel margine inferiore, sempre entro un medaglione, rappresentazione della Veronica; c. 165v iniziale istoriata (D) con la scena dell’Ascensione da cui si diparte una bordura vegetale; c. 169v iniziale istoriata (S) con la scena la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli (al posto della colomba vi è rappresentato Cristo) e, nel margine inferiore, fregio vegetale; c. 177r iniziale istoriata (B) con Cristo e sovrapposta la Crocifissione, da essa si diparte una bordura vegetale popolata di puttini; c. 179r iniziale istoriata (C) con il sacerdote che innalza l’ostia durante la messa; c. 207v iniziale istoriata (D) con Vocazione di Andrea e Pietro e cornice vegetale aperta popolata di puttini; c. 221r iniziale istoriata (T) con la scena dell’Annunciazione da cui si diparte una bordura vegetale; c. c. 246r iniziale istoriata (G) con Cristo e la Madonna da cui si diparte una bordura vegetale; c. 249r iniziale figurata (I) rappresentante s. Agostino in cattedra, dietro il quale si intravedono dei monaci attraverso una finestra, dall’iniziale si diparte una bordura vegetale; c. 266r iniziale figurata (E) rappresentante Cristo benedicente dei santi; c. 312r iniziale istoriata (R) con uno scheletro; iniziali filigranate in rosso e blu, da cui talvolta si dipartono delle bordure vegetali filigranate; iniziali riempite in giallo; rubriche. Visibili le istruzioni per il miniatore. Secondo Fabrizio Lollini lo stile della decorazione, databile tra la fine del XIV secolo e l’inizio del XV secolo, sembra di tipo veneto con alcune influenze lombarde. Alessandro Marchi ha attribuito le miniature del codice ai fratelli Salimbeni, notando una notevole differenza di conduzione e di tecnica tra le illustrazioni e la parte più propriamente decorativa e proponendo di assegnare le prime a Lorenzo, la seconda a Jacopo; putti che abitano i fregi del messale sarebbero la trasposizione nella miniatura di quelli che i pittori eseguono sin dal 1404 nella chiesa della Misericordia di San Severino Marche.
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