Scheda Codice Completa

Malatestiana S.XV.1

Descrizione Esterna
FondoMalatestiana
SegnaturaS.XV.1
Datazione1441-1460 Sec. XV metà
Luogo
Composizione MaterialeUnitario
Tipo Supportomembranaceo
CarteCCCXXVI,2,I
Numerazione

cartulazione antica a penna con esclusione della tabula, che insieme alle guardie, è cartulata in numeri romani da mano recente a matita, che numera anche le carte in cui la cartulazione antica è parzialmente rifilata; bianche rigate le cc. 49, 50.

Carte PalinsesteNo
Fascicolazione

I2 (cc. I-II), II-XXXII10 (cc. 1-310), XXXIII-XXXIV8 (cc. 311-326)

Inizio FascicoloLato carne
Regola di GregorySi
Formato Fascicolo
Fascicolo Prevalentequinterno
Filigrana
Spessore Medio Bifolii
Coeff. di Variazione Medio
Segnatura Fascicoli
Foratura
Tecnica di Rigaturaa secco
Strumento di Rigatura
Dimensione
  • 364 x 250 = 37 [244] 83 x 49 [132] 69; rr. 41 / ll. 40
    Carta: 33r Inizio: Sotto la prima riga. Note:
Tipo Richiamoorizzontale
Richiami orizzontali sempre presenti, della stessa mano e modulo del testo, a destra della doppia riga di squadratura nel margine inferiore del verso dell’ ultima carta di ogni fascicolo (tipo Derolez n. 4); nel VII fasc. il richiamo è al centro (tipo Derolez n. 1)
Peciae
CopistaIacopo da Pergola (DE LA MARE ALBINIA C., )
Sottoscrizione Datazione
Maniuna
Scrittura umanistica (littera antiqua) attribuita a Jacopo da Pergola, in inchiostro marrone, con incipit, titolo corrente e explicit in inchiostro rosso.
Notazione Musicale
Miniatore
Decorazione

iniziali figurate (a ogni iniziale è abbinato il ritratto di un personaggio): cc. 1r (R, Alessandro), 27v (C, Cesare), 51r (P, Pericle), 66r (S, Solone), 79r (P, Valerio Publicola), 89v (A, Artaserse), 99v (B, Pelopida), 112v (C, Furio Camillo), 127c (C, Caio Mario), 144r (T, Fabio Massimo), 154v (E, Pompeo), 182r (S, Socrate), 192v (L, Seneca), 203v (A, Timoleonte), 217r (P, Cimone), 225v (L, Lucullo), 248r (A, Aristide), 260v (M, Catone), 274v (M, Marcello), 285r (N, Flaminio), 292v (M, Coriolano), 304r (T, Cicerone), 319r (D, Demostene); iniziale decorata: 247r (A); iniziali in oro su fondo rosso, blu e verde: cc. 52r (C), 66v (D), 80r (C), 100v (C), 113v (F), 127v (C), 145r (P), 181r (S), 202r (M), 215r (C), 272r (C), 285v (B), 303v (O).

 Il programma figurativo va contestualizzato nell’insieme dei tre codici contenenti il corpus completo delle Vitae di Plutarco (S.XV.1, S.XV.2, S.XVII.3). L’intera opera fu commissionata da Malatesta Novello e fu realizzata dalla metà degli anni ’40 del Quattrocento fino alla fine del sesto decennio. Alla produzione parteciparono diverse maestranze, che si susseguirono nel corso degli anni; diverse mani sono riconoscibili, benché non siano rimasti documenti d’archivio che ne ricordino i nomi e il periodo di attività, essendo andato perduto l’archivio della famiglia Malatesta. La tipologia della decorazione è la stessa per tutti e tre i codici: a ogni iniziale è abbinato il ritratto a mezzo busto e di profilo del personaggio di cui si parla nel testo. Essendo stato un “cantiere” di notevole importanza, nel corso del tempo sono state avanzate dai critici diverse attribuzioni e influenze, tra cui spiccano i nomi di Piero della Francesca, Matteo de’Pasti e Pisanello, facendo oscillare l’esecuzione tra gli ambiti ferrarese, riminese e veneto. Da rilevare inoltre il gusto antiquario dei riferimenti alla medaglistica antica e pisanelliana, dei festoni e delle fogge all’antica, di concezione non ancora propriamente rinascimentale, ma tipiche di una situazione di “protoumanesimo”.

Legatura

Legatura di restauro del XVIII secolo, coperta in marocchino su assi in legno, decorata con quattro cantonali e un rosone in ottone su ogni piatto; cucitura su cinque nervi, capitelli in seta, un fermaglio in cuoio con punta in ottone e tracce di un secondo sul margine davanti del piatto posteriore, due tenoni corrispondenti sul margine davanti del piatto anteriore, catena in ferro al margine di piede del piatto posteriore.

Frammenti
Committenti Malatesta Novello Malatesti
Possessori Malatesta Novello Malatesti
Storia del Codice

Il codice fu commissionato da Malatesta Novello insieme agli attuali mss. S. XV.2 e S.XVII.3, contenenti le traduzioni latine delle Vite degli uomini illustri di Plutarco realizzate dai più famosi umanisti italiani del Quattrocento. Le varie traduzioni vennero reperite in diversi momenti e quindi anche la trascrizione per il Novello avvenne in più fasi. La trascrizione di S.XV.1 e S.XV.2 è stata attribuita a Jacopo della Pergola, mentre per S.XVII.3 è evidente l’intervento di due mani, una delle quali è stata attribuita a Giovanni di Magonza.

Antiche segnature: II fila / XV pluteo / I in ordine nella controguardia anteriore di mano del bibliotecario Serafino Zanotti (1798-1804).

 

Note Postille
Note
Descrizione Interna
CarteDesc Int
1r-326rPlutarco, Vitae parallellae (1r-326r)
Rubr. Magni Alexandri vita ex  plutarcho in latinum traducta per Guarinum veronensem incipit feliciter (IIv)
Inc.

[R]egis Alexandri Caesarisque qui Pompeium profligavit vitam in hoc volumine (1r)
Expl.

se ipso prius venundare quod saepe predicenti Demostheni credere noluerat.

Demosthenis vita feliciter explicit. (326r)