Scheda Codice Completa

Malatestiana S.XV.2

Descrizione Esterna
FondoMalatestiana
SegnaturaS.XV.2
Datazione1441-1460 Sec. XV metà
Luogo
Composizione MaterialeUnitario
Tipo Supportomembranaceo
CarteCCXXXVIII,1,I
Numerazione

cartulazione recente a matita nell’angolo superiore destro del recto e tracce di precedente, cancellata

Carte PalinsesteNo
Fascicolazione

I-V10 (cc. 1-50), VI-VII8 (cc. 51-66), VIII10 (cc. 67-76), IX-X8 (cc. 77-92), XI-XXII10 (cc. 93-212), XXIII12 (cc. 213-224), XXIV8 (cc. 225-232), XXV6 (cc. 233-238)

Inizio FascicoloLato carne
Regola di GregorySi
Formato Fascicolo
Fascicolo Prevalentequinterno
Filigrana
Spessore Medio Bifolii
Coeff. di Variazione Medio
Segnatura Fascicoli
Foratura
Tecnica di Rigaturaa secco
Strumento di Rigatura
Dimensione
  • 364 x 247 = 41 [245] 78 x 51 [126] 68; rr. 41 / ll. 40
    Carta: 35r Inizio: Sotto la prima riga. Note: cc. 1-185
  • 364 x 247 = 41 [245] 78 x 51 [126] 68; rr. 41 / ll. 41
    Inizio: Sopra la prima riga. Note: cc. 186-238
Tipo Richiamoorizzontale
Richiami presenti, della stessa mano e dello stesso modulo del testo, in inchiostro marrone, a destra  della doppia riga di squadratura  nei fasc. I-XVII (tipo Derolez n. 4) e al centro del margine inferiore del v dell’ultima carta dei fasc. XVIII-XXII, XXIV-XXV (tipo Derolez n. 1); manca il richiamo nel fasc. XXIII
Peciae
CopistaIacopo da Pergola (DE LA MARE ALBINIA C., )
Sottoscrizione Datazione
Maniuna
Scrittura umanistica (littera antiqua), attribuita a Jacopo da Pergola, in inchiostro marrone, con titoli, titolo corrente e explicit in inchiostro rosso
Notazione Musicale
Miniatore
Decorazione

iniziali figurate (a ogni iniziale è abbinato il ritratto di un personaggio): cc. 1r (M, Bruto), 16v (C, Arato), 34r (P, Dione), 51r (M, Marco Antonio), 75r (C, Pirro), 87v (C, Sertorio), 96r (E, M.Emilio Lepido), 107r (C, Catone Uticense), 127r (D, Tiberio e Caio Gracco), 138r (M, Lisandro), 148v (L, Silla), 165r (D, Licurgo), 177v (E, Numa Pompilio), 189v (Q, Teseo), 199r (V, Romolo), 211v (A, Alcibiade), 214v (D, Focione), 225v (I, Galba), 233v (E, Otone); iniziali in oro su fondo rosso, blu e verde: 52r (M), 137v (P), 163r (Q), 186v (S), 225r (C), 234r (A).

Il programma figurativo va contestualizzato nell’insieme dei tre codici contenenti il corpus completo delle Vitae di Plutarco (S.XV.1, S.XV.2, S.XVII.3). L’intera opera fu commissionata da Malatesta Novello e fu realizzata dalla metà degli anni ’40 del Quattrocento fino alla fine del sesto decennio. Alla produzione parteciparono diverse maestranze, che si susseguirono nel corso degli anni; diverse mani sono riconoscibili, benché non siano rimasti documenti d’archivio che ne ricordino i nomi e il periodo di attività, essendo andato perduto l’archivio della famiglia Malatesta. La tipologia della decorazione è la stessa per tutti e tre i codici: a ogni iniziale è abbinato il ritratto a mezzo busto e di profilo del personaggio di cui si parla nel testo. Essendo stato un “cantiere” di notevole importanza, nel corso del tempo sono state avanzate dai critici diverse attribuzioni e influenze, tra cui spiccano i nomi di Piero della Francesca, Matteo de’Pasti e Pisanello, facendo oscillare l’esecuzione tra gli ambiti ferrarese, riminese e veneto. Da rilevare inoltre il gusto antiquario dei riferimenti alla medaglistica antica e pisanelliana, dei festoni e delle fogge all’antica, di concezione non ancora propriamente rinascimentale, ma tipiche di una situazione di “protoumanesimo”. La decorazione del ms. S.XV.2 è attribuibile a due diversi maestri.

Legatura

Legatura rifatta nel sec. XVIII; coperta in cuoio marocchino su assi in legno, decorata con cantonali in ottone, borchie in ferro e rosoni al centro di ogni piatto; cucitura su quattro nervi doppi; capitelli in lino; una bindella e resti di un’altra bindella in cuoio sul margine davanti del piatto post.; due tenoni in ottone sul margine davanti del piatto ant.; catena al margine di piede del piatto post.

Frammenti
Committenti Malatesta Novello Malatesti
Possessori Malatesta Novello Malatesti
Storia del Codice

Il codice fu commissionato da Malatesta Novello insieme agli attuali mss. S. XV.2 e S.XVII.3, contenenti le traduzioni latine delle Vite degli uomini illustri di Plutarco realizzate dai più famosi umanisti italiani del Quattrocento. Le varie traduzioni vennero reperite in diversi momenti e quindi anche la trascrizione per il Novello avvenne in più fasi. La trascrizione di S.XV.1 e S.XV.2 è stata attribuita a Jacopo della Pergola, mentre per S.XVII.3 è evidente l’intervento di due mani, una delle quali è stata attribuita a Giovanni di Magonza.

Antiche segnature: II fila/XV pluteo/II in ordine nella controguardia ant. di mano del bibliotecario Serafino Zanotti (1798-1804)

 

Note Postille

Nel v. del foglio diguardia ant nota ms. in inchiostro marrone: Obseruent Patres huius conuentus quod dedicatio et consecratio huius ecclesie S.ti Francisci de Cesena semper celebratur feria 2.a imediate post dominicam in albis. talis non semper fuit consuetudo.

Note
Descrizione Interna
CarteDesc Int
1r-238vPlutarco, Vitae parallellae (1r-238v)
Rubr. Ex Plutarcho de comparationibus Iacobus Angelus transtulit M. Bruti vita incipit (1r)
Inc. Marci Bruti progenitor fuit Iunius Brutus (1r)
Expl. & ueniam assecuti se cecine addiderint.   (238v)
Miniature (19)