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| Fondo | Malatestiana |
| Segnatura | S.XXIII.4 |
| Datazione | 1455-1455 |
| Luogo | |
| Composizione Materiale | Unitario |
| Tipo Supporto | membranaceo |
| Carte | I,120,I |
| Numerazione |
cartulazione recente a matita nell'angolo superiore esterno; c. 122v bianca; tale cartulazione include le carte di guardia, pertanto numera da 1 a 123 (c. 2 è stata asportata).
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| Carte Palinseste | No |
| Fascicolazione |
I8-1 (cc. 2-9), II-XIII8 (cc. 10-113), XIV10-1 (cc. 114-122)
La prima carta dell'ultimo fascicolo non ha riscontro.
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| Inizio Fascicolo | Lato carne |
| Regola di Gregory | Si |
| Formato Fascicolo | |
| Fascicolo Prevalente | quaterno |
| Filigrana | |
| Spessore Medio Bifolii | |
| Coeff. di Variazione Medio | |
| Segnatura Fascicoli | a registro |
| Foratura | non rilevabile |
| Tecnica di Rigatura | a secco |
| Strumento di Rigatura | |
| Dimensione | - 248 x 171 = 30 (133) 85 x 18 (6/ 91/ 7) 49; rr. 19/ ll. 18
Carta: 20r Inizio: Sotto la prima riga. Note:
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| Tipo Richiamo | verticale
sempre presenti i richiami verticali nel margine inferiore spostati verso la cucitura, talvolta rubricati
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| Peciae | |
| Copista | |
| Sottoscrizione Datazione | |
| Mani | una
Il codice è vergato in littera antiqua da un'unica mano, databile alla metà del sec. XV.
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| Notazione Musicale | |
| Miniatore | |
| Decorazione |
La decorazione è costituita da rubriche, iniziali in oro filigranate alternativamente in viola e blu, iniziali in oro a bianchi girari (cc. 33r, 63r, 93r); il taglio è dorato.
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| Legatura |
La legatura è un rifacimento di Dante Gozzi risalente al 1932, con restauro parziale del cosiddetto “restauratore A” (secolo XVIII), come si evince dalle tracce dell'adesivo giallo che lui era solito utilizzare. Su entrambi i piatti, decorati con elaborate impressioni a secco come lo erano i piatti originali, sono state applicate 5 borchie in ottone. Sul dorso sono visibili 4 nervi e la catena originale pende dal piatto posteriore.
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| Frammenti | |
| Committenti | |
| Possessori | Malatesta Novello Malatesti |
| Storia del Codice |
Il codice venne commissionato dal Filelfo stesso insieme al S.XXIII.5 e da lui donato intorno al 1455 a Malatesta Novello nell'intento di ottenerne la protezione e magari di sollecitarne la chiamata alla corte cesenate, dati i difficili rapporti con la corte sforzesca in cui il Filelfo risiedeva all'epoca. Dei dieci libri di cui è composta l'opera, infatti, i primi cinque sono dedicati proprio a Malatesta Novello e gli altri cinque ad Alessandro Sforza, secondo il “gioco cortigiano della duplice dedicatoria” di cui parla Loredana Chines.
Nel 1489 troviamo il manoscritto nell'inventario che elenca tutti i beni ritrovati nello studio di frate Franceschino di Marco da Cesena, custode della biblioteca da qualche anno, poco dopo la sua morte.
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| Note Postille |
La controguardia anteriore è costituita da un foglio pergamenaceo contemporaneo alla legatura antica e reca tracce di un testo a due colonne vergato in littera textualis.
Sulla controguardia posteriore è stato incollato un frammento della legatura originale, come conferma la nota a penna apposta a c. 1r da Alfredo Vantadori, direttore della Biblioteca Malatestiana dal 1927 al 1959: “9 marzo 1932 X La legatura è stata rifatta dal cav. Dante Gozzi di Modena a spese dello Stato, imitando l'antica, un frammento della quale è conservato nel risguardo posteriore. 15 marzo 1932 X Le cc. sono 123 (bianche la prima e l'ultima) AV”.
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| Note | |