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Descrizione Esterna
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| Fondo | Piana | | Segnatura | Piana 3.226 | | Datazione | 1451-1500 Sec. XV seconda metà | | Luogo | | | Composizione Materiale | Unitario | | Tipo Supporto | membranaceo | | Carte | I,554,I | | Numerazione |
Le carte di guardia non sono originali. Numerazione moderna in cifre arabe, tracciata a matita, posta nell’angolo superiore destro del recto delle carte, essa non conteggia una carta dopo c. 146 e una dopo c. 347 e salta i numeri 203 e 404. Bianche le cc. 1r-2v, 9r-v, 240r-246r, 324v-326v, 509v, 545v-554v.
| | Carte Palinseste | No | | Fascicolazione |
I10-1 (cc. 1-9, c. 9 manca della solidale), II10 (cc. 10-19), III8 (cc. 20-27), IV10 (cc. 28-37), V8-1 (cc. 38-44, c. 40 manca della solidale), VI-XVI10 (cc. 45-153), XVII10-1 (cc. 154-162, c. 161 manca della solidale), XVIII10-1 (cc. 163-171, c. 171 manca della solidale), XIX-XXV10 (cc. 172-242), XXVI16+2 (cc. 243-260, cc. 255-256 aggiunte), XXVII-XXXII10 (cc. 261-320), XXXIII6 (cc. 321-326), XXXIV10-1 (cc. 327-335, c. 335 manca della solidale), XXXV-XXXVI10 (cc. 336-354), XXXVII10-1 (cc. 355-363, c. 359 manca della solidale), XXXVIII-XLV10 (cc. 364-444), XLVI10-1 (cc. 445-453, c. 451 manca della solidale), XLVII10-1 (cc. 454-462, c. 458 manca della solidale), XLVIII10 (cc. 463-472), XLIX8 (cc. 473-480), L10 (cc. 481-490), LI10-1 (cc. 491-499, c. 497 manca della solidale), LII10 (cc. 500-509), LIII10-1 (cc. 510-518, c. 518 manca della solidale), LIV10 (cc. 519-528), LV6 (cc. 529-534), LVI-LVII10 (cc. 535-554). La fascicolazione originaria è stata profondamente compromessa dall’asportazione di varie carte miniate.
| | Inizio Fascicolo | Lato carne | | Regola di Gregory | Si | | Formato Fascicolo | | | Fascicolo Prevalente | quinterno | | Filigrana | | | Spessore Medio Bifolii | | | Coeff. di Variazione Medio | | | Segnatura Fascicoli | | | Foratura | visibile per le sole righe di giustificazione | | Tecnica di Rigatura | a colore | | Strumento di Rigatura | | | Dimensione | - 130 × 95 = 17 [73] 40 × 13 [25 (5) 25] 27, rr. 28 / ll. 27
Carta: 390r Inizio: Sotto la prima riga. Note:
| | Tipo Richiamo | orizzontale decorato
A causa dell’asportazione di varie carte talvolta i richiami non corrispondono all’inizio del fascicolo seguente o sono del tutto mancanti.
| | Peciae | | | Copista | | | Sottoscrizione Datazione | | | Mani | una
Gotica tardiva probabilmente di una sola mano.
| | Notazione Musicale | | | Miniatore | | | Decorazione |
La pagina incipitaria (c. 10r) presenta una ricca cornice chiusa, campita su fondo dorato (lamina d’oro) e decorata con elementi fitomorfi, due delfini nel margine superiore e gemme, nel margine laterale esterno entro tre medaglioni si trovano il busto di s. Clara, del Redentore e di s. Agnese, nel margine inferiore due busti femminili e due puttini tenenti uno stemma non identificato (scaccato d'argento e di nero); iniziali fitomorfe o architettoniche istoriate, campite su fondo dorato, da cui si dipartono fregi fitomorfi marginali decorati con dischetti dorati cigliati alle cc. 10r (F di Fratres Scientes) s. Paolo con la spada e il libro, 61v (D di Deus qui hodierna die) Adorazione dei Magi, 137r (D di Deus qui hodierna die) Cristo che risorge dal sepolcro, 168r (O di Ompnipotens sempiternae deus) Veronica, 172r (D di Deus qui nobis) Ostensorio, 289v (S di Salvus me fac deus) Davide nell’acqua, 304v (C di Canta te domino cantum novum) Frati che cantano in coro, 313r (D di Dixit dominus dominio meo) Cristo, 331r (D di Deus qui hodierna die) Vergine, 348v (O di Ompnipotens sempiternae deus) Presentazione al tempio, 368r (D di Deus qui in preclara) Cristo che porta la croce, 379r (E di Ecclesiam tuam deus) s. Antonio da Padova, 385v (D di Deus qui presentem diem) s. Giovanni Battista, 392v (D di Deus qui hodierna die) ss. Pietro e Paolo, 399r (O di Ompnipotens sempiternae deus) Visitazione, 423v (D di Deus qui ad declarandam) Madonna della neve, 429v (D di Da nobis quaesumus) s. Lorenzo, 434v (F di Famulos tuos quaesumus domine) s. Chiara, 438v (F di Famulorum tuorum quaesumus domine) Assunzione, 452r (D di Deus qui beatum augustinum) s. Agostino, 465v (D di Deus qui hodierna die) Croce, 499v (D di Deus qui conspicis) s. Martino, 531v (D di Deus qui nobis per singulos) Vescovo benedicente; iniziali ornate, campite su fondo d’orato, da cui si dipartono fregi fitomorfi marginali decorati con dischetti dorati cigliati; iniziali filigranate in rosso, viola, blu e bruno da cui si dipartono fregi filigranati fitomorfi; iniziali calligrafiche alternate in rosso e blu; iniziali toccate in giallo; rubriche; decorazioni filigranate, in inchiostro bruno con piccoli volti, si dipartono da alcune lettere (ad esempio alle cc. 334r e 413v); segni di paragrafo in blu; richiami decorati a penna in maniera molto ricca e fantasiosa. Secondo Cristina Quattrini l’apparato decorativo è riferibile a due mani, il frontespizio viene attribuito al Maestro delle ore Sforza, mentre il resto del manoscritto al Maestro del Libro d'ore Kraus.
| | Legatura |
La legatura originale, «in legno coperta di cuoio bulinato» è stata asportata a seguito del restauro del 1955 condotto nel Monastero di Monte Oliveto Maggiore (vedi timbro posto sulla controguardia posteriore e nota a penna di mano moderna a c. Iv Legatura rifatta a Monte Oliveto Maggiore a cura della Direzione generale Archivi e Biblioteche nell’anno 1959 D.);quella attuale, di restauro, è in pelle marrone scuro, su assi in cartone, decorata a secco sul dorso e su i due piatti con motivi geometrici e fitomorfi.
| | Frammenti | | | Committenti | | | Possessori | famiglia Chiaramonti, Pio VII Chiaramonti, Melchiorre Maggio | | Storia del Codice |
Antica segnatura a c. 1v Cred.I.10 (S. Maria del Monte, Cesena).
A c. 10r nel margine inferiore stemma non identificato.
A c. 509v nell’impronta lasciata dalla miniatura a contatto si legge, nel medaglione posto nel margine inferiore, SANCTUS NICHOLAUS DE TOLENTINO.
A c. 3r timbro a olio della famiglia Chiaramonti con la dicitura PROPRIETAS PRIM. CLARAMONTIAE.
La legatura originale, asportata a seguito del restauro del 1955 condotto nel Monastero di Monte Oliveto Maggiore, recava una nota di possesso di Monsignore Melchiorre Maggio di Urbino del 1715 «Melchior Magius Almae Domus et Civitatis Lauretanae Gubernatur».
| | Note Postille | | | Note |
Pergamena di qualità alta; in buono stato di conservazione, talvolta l’inchiostro rosso risulta sbiadito. Alcune carte miniate devono essere state asportate, come si può dedurre dalle impressioni lasciate a contatto ad esempio sulle cc. 326v, 447r e 509v. La c. 452 è stata risarcita della parte mancante nel margine inferiore. Il codice è stato restaurato nel 1955 nel Monastero di Monte Oliveto Maggiore.
A c. 1r in inchiostro bruno della stessa mano 010/050 e 0306.
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Descrizione Interna
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| Carte | Desc Int |
| 3rA-545rA | Breviarium Romanum cum kalendarium (3rA-545rA) Rubr.
Incipit ordo breviarii fratrum <spazio vuoto> secundum consuetudinem romane curie
(10rA-10rA) |
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