| Fascicolazione |
26 quaterni (cc. 3-10 mancano le prime due carte, risarcite senza perdita di testo; 11-73; 74-80 manca l'ottava carta, senza perdita di testo; 81-176; 177-184, manca l'ottava carta, senza perdita di testo, 185-192; 193-200, manca la sesta carta, senza perdita di testo; 201-208, manca la settima carta, senza perdita di testo), 1 bifolio (209-210), il bifolio iniziale (cc.1-2) è scivolato in fondo al manoscritto (cfr. Mioni, 1965, p.60: ff. 1-2 in fine reponenda),
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| Decorazione |
Databile 1101-1200. Iniziali semplici. Presenza di oro e oro in foglia. Fregi lineari a motivi floreali in azzurro, verde, oro, rosa e bianco, in corrispondenza degli incipit maggiori (cc. 81r, 95v, 103v, 103v, 106v, 117v, 125v, 130r, 131v, 132r, 134r, 138r, 141v, 149r, 185r), quasi tutti con iniziali policrome in stile fiorito; in carminio i piccoli segni d'interpunzione e le iniziali fiorite esterne al testo; in oro con tocchi in carminio i titoli, le rubriche e le iniziali minori. La mano che decora questo Lezionario "more costantinopolitano" si ricollega al gusto degli ateliers metropolitani del tardo XII secolo. Alcuni fregi sembrano realizzati successivamente negli spazi bianchi lasciati dal copista, ancora intetti alle cc. 41v, 58v, 143v; allo stesso modo mancano rubriche e commemorazioni alle cc. 134r, 139v, 141r. Interessanti anche i deboli ornamenti delle carte risarcite, specialmente la c. 3r, a motivi fitomorfi e racemi. Le "testatine" superiori, nella dominante bicromia verde e rossa evocano la decorazione dei libri italogreci nel tardivo "stile di Reggio". A questo ambito pare portare anche il bifolio che apre ora il volume, in grafia tradizionale, con lettere dimodulo tendente al quadrato e gli stessi "marginalia liturgici" alle cc. 79v, 81v, 107r, 148v. Se è così avremmo qui un segno del passaggio del codice ( o del restauro) in area calabro-sicula, itinerario già percorso dal Tetraevangelo di Parma, Pal.5, giunto a San Salvatore di Messina da Costantinopoli nella II metà del XV secolo.
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